IMU SELVAGGIA COME RICORRERE
Il principio della capacità contributiva e l’illegittimità del prelievo sui beni immobili indisponibili
Il sistema d'imposizione patrimoniale locale si trova oggi al centro di una profonda evoluzione interpretativa che ne scuote i tradizionali automatismi basati sulle sole risultanze catastali. Il fulcro del dibattito scientifico e giurisprudenziale attiene alla legittimità costituzionale del prelievo tributario qualora la nuda titolarità formale di un bene immobile risulti radicalmente scissa dalla sua disponibilità materiale ed economico-funzionale, per cause indipendenti dalla volontà del contribuente.L'impalcatura costituzionale e la nozione di "Possesso" impositivo
L’articolo 53, comma 1, della Costituzione sancisce il principio cardine secondo cui il sistema tributario deve conformarsi a criteri di capacità contributiva. Tale precetto esige che ogni prelievo fiscale sia giustificato e commisurato a un indice di ricchezza che sia non soltanto effettivo, reale e attuale, ma mai ipotetico o virtuale.La svolta della Corte Costituzionale e il superamento dei dogmi formalistici
La storica Sentenza n. 60/2024 della Corte Costituzionale ha operato un definitivo riallineamento del presupposto impositivo ai valori della ragionevolezza (Art. 3 Cost.) e della capacità contributiva (Art. 53 Cost.). La Consulta ha chiarito in termini inequivocabili che pretendere l'imposizione in presenza di una totale e incolpevole sottrazione della disponibilità e inutilizzabilità dell'immobile lede i canoni fondamentali della Carta Costituzionale.Il perimetro del "Rapporto Pendente" e la funzione giustiziale dell'Autotutela
Un profilo di cruciale importanza scientifica attiene agli effetti temporali e procedurali delle pronunce di illegittimità costituzionale sul potere della Pubblica Amministrazione. Gli enti creditori tendono spesso a eccepire lo sbarramento del cosiddetto "rapporto esaurito" dinanzi a cartelle o accertamenti non impugnati nei termini ordinari.- La pendenza della riscossione: Fintanto che l'azione di riscossione forzata o coattiva è materialmente in corso e le somme non sono state integralmente e definitivamente incamerate senza riserve dall'erario locale, il rapporto finanziario non può considerarsi esaurito sul piano giuridico, restando pienamente vulnerabile agli effetti caducatori delle norme incostituzionali.
- L'autotutela come dovere di legalità: L'istituto dell'autotutela, ampiamente rafforzato dall'evoluzione legislativa in materia di tributi locali, risponde proprio alla necessità intrinseca dell'amministrazione di rimuovere in radice atti infondati od oggettivamente illegittimi. La definitività procedimentale preclude i ricorsi ordinari al contribuente, ma non comprime affatto la potestà (e il correlato dovere di buona fede) dell'ente di revocare d'ufficio la pretesa fiscale, al fine di scongiurare un ingiusto arricchimento della Pubblica Amministrazione a danno di indici di capacità contributiva inesistenti o fittizi.

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